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A Faceless Mask

Faceless (open until April 13th) is an exhibition about the concept of mask, which is seen not only as a decorative headpiece, but also as a medium to investigate the meaning of Identity and Culture. In my opinion it is not surprising to see that the majority of the artworks presented in the exhibition are produced by female artists, because the mask and the masquerade is often used by artist to explore the Feminine and the female self (for instance like in the series of self- portraits by Cindy Sherman).

1. Cultural Masks
Most of the works exhibited have as subject the most controversial garment in the world: the burqa.
The traditional veil from Middle East and North Africa show exactly how a garment carries not only a practical function but also a large spectrum of meanings (or symbols). Some people look at it as the proof of the underdevelopment of Muslim countries in order to justify racist behaviours and policies in the West; others use it to underline the social inequalities between women and men in the world; and some others look at it as a tool to reinforce their cultural identity.
In the exhibition there are two pieces that interpret the multiform symbol of burqa. The first one is a picture that recalls advertising campaigns: but the centre of the advertising is a burqa by the brand H&M and worn by a blond model. I think that the artist is questioning through this picture the beauty standards carried by the fashion industry. The picture shows that those standards cover the real body and identity of a woman in the same way as a burqa does.
The other artwork is the Anti-Drone Burqa, designed by Adam Harvey and Johanna Bloomfield in New York. The interesting feature of this object is the fact that a traditional garment, seen as tool for female’s oppression, is transformed into a defensive weapon against the extreme oppression of war, protecting the possible owner form drones.

2. Organic Masks
A mask is not only an artefact separated from the actual body. It can also be integrated into the body itself. This more conceptual way to look at the mask, and the photographic medium, helps the artists to create a sort of fake reality that become real into the fiction of the picture.
The paradox is that the human body becomes faceless thanks to an additional face, in a post-human representation of the identity itself. The person behind the mask is so deeply integrated with it that he (or she) become completely part of it: so a woman in her refined dress become a Lady Glittersky (as suggested by the title) or the human skin can be seen as a wood of the highest quality (Sterling Wood).

If you are in Amsterdam that’s definetly an exhibition that you must see!

More informations and pictures here! Enjoy it!

Msgm + Toilet Paper

Immagine

 

 

Another collaboration between designers and artists: Massimo Giorgietti (designer at MSGM) and the celebrated concepltual artist Maurizio Cattelan created a Limited Collection made of surreal sweatshirts. 

The ten items will be presented at the event Milano Moda Uomo, June  22/26.

The collection will be available at the following websites starting from the end of June: thecorner.com, Colette.fr, Lanecrawford.com, Luisaviaroma.com e SSense.com

 

Ancora un’altra collaborazione tra artisti e designer: Massimo Giorgetti (designer di MSGM) e il pluricelebrato Maurizio Cattelan hanno realizzato una Collezione Limitata di dieci felpe dai temi surreali.

La collezione sarà presentata durante la settimana della moda maschile Milano Moda Uomo, dal 22 al 26 Giugno.

I capi saranno disponibili a partire da fine Giugno sui seguenti siti: thecorner.com, Colette.fr, Lanecrawford.com, Luisaviaroma.com e SSense.com

Amsterdam Fashion Institute

Ormai sono passate quasi quattro settimane dall’open day tenutosi all’Amsterdam Fashion Institute il 10 Novembre. Io e altre centinaia di persone abbiamo atteso di entrare pazientemente, nella lunga fila a serpentina che arrivava fin dall’altro lato della strada. Arrivato il nostro turno ci hanno fornito una brochure con la mappa dell’edificio, sulla quale erano segnati gli orari e le aule nelle quali erano programmate le presentazioni dei corsi e gli incontri con studenti e docenti a cui poter rivolgere le proprie domande e soddisfare ogni curiosità. Un’organizzazione impeccabile.

Si tratta di una delle più prestigiose istituzioni per la formazione e istruzione nel settore della Moda in Europa, al punto da aggiudicarsi il  ventottesimo posto nella Top50, stilata dal sito Fashionista, dei migliori istituti di Fashion Design nel mondo. La sede si trova in un quartiere moderno ed elegante di Amsterdam, in pieno centro e vicino al Museumkwartier.

Durante la giornata di apertura al pubblico è stato possibile girovagare in tutto l’edificio. Abbiamo visitato le aule e soprattutto i laboratori di sartoria, nei quali non solo viene insegnato ad assemblare un’abito, ma anche a realizzare i tessuti e le stampe. Questo è il vero punto di forza dell’istituto: preparare gli studenti nella realizzazione pratica dei prodotti della moda, dalla progettazione al disegno, dai colori ai materiali, fino ai plastici in scala per gli studi di layout e marketing. Un’approccio complesso, globale, che non punta alla sola teoria.

L’istituto prevede tre indirizzi: Fashion & DesignFashion & Branding; Fashion & Managment. Sono tutti corsi quadriennali (ovvero Bachelor Degree) corrispondenti alla nostra Laurea Triennale. Da un lato è curioso che non ci siano corsi di specializzazione, master o short courses, ma in realtà questa potrebbe essere una scelta di metodo interessante. Infatti la durata quadriennale perme di accedere ai più giovani a un insegnamento di altissimo livello, ma consente anche a chi proviene da diversi background di avere una formazione completa e pratica del Design e del Marketing. Oltre alle lezioni e ai laboratori viene inoltre offerta la possibilità di trascorrere un semestre in un altro istituto analogo in Europa, ed è obbligatorio svolgere un tirocinio (facilmente reperibile tramite la scuola stessa) direttamente collegato al mondo del lavoro e all’indirizzo di studio scelto.

Queste sono state le considerazioni e le riflessioni che ho potuto fare quel giorno. Per il resto, spero di tornarci presto.