Infinitely Kusama

Infinitley Kusama. Starting from the 10th of July it will be possible to see the new Louis Vuitton Collection by the japanese artist Yayoi Kusama.

This was a memorable year for Yayoi Kusama, enriched by a lot of different exhibitions. It all started with Kusama, the personal exhibition at the Tate Modern in London opened on 9 February. Then the prestigious fashion label, directed by Marc Jacobs, will launch Infinitley Kusama on the 10th, just two days before the opening ceremony at the Whitney Museum in New York (July 12 – September 30, 2012).

Once again Marc Jacobs proved that Art and Fashion can cohabit, because they can live together influencing each other, not only in a high cultural way. For this reason, after Takashi Murakami on 2009 it is again time for Japanese Vuitton Art.

Kusama, who conquered Empire State Building with her polka dots, is about to spread bags, bracelets, clothes and shoes with her colored dots. Even the evergreen brown-gold LV bags are flooded by the Kusama’s parcelling storm. Maybe she is saying that now is the right time to remodel the designer accessory that conquered best the desires of all women from the universities hall to the supermarkets queues.

May I say what is for me the best item? The superflat dotted pumpkin that is evolving into the third dimension of bag and jewel at the same time (as you can see in the picture above).

 

Summer homework: save your money in order to be able to collect a small piece of Art in your wardrober!

 

 

Infinitamente Kusama. Dal 10 Luglio nei negozi Louis Vuitton sarà disponibile la nuova collezione nata dalla collaborazione con l’artista giapponese Yayoi Kusama.

Quest’anno è stato ricco di riconoscimenti per Yayoi. Prima la mostra alla Tate Modern di Londra, conclusasi da neanche una settimana, e due giorni dopo il lancio sul mercato della moda ci sarà l’inaugurazione della sua personale al Whitney Museum di New York (12 Luglio).

Dopo Takashi Murakami nel 2009 è ora il secondo turno dell’arte giapponese firmata Louis Vuitton. L’artista, che con i suoi pois era riuscita a conquistare anche l’Empire State Building, ora cospargerà di puntini colorati scarpe, bracciali, bluse, borse e pantaloni. Anche le intramontabili borse LV non vengono risparmiate dalla tempesta parcellizzante della Kusama! E forse è giunto il momento giusto di rimodernare l’accessorio firmato che ormai più di tutti ha conquistato il braccio delle donne, dalle aule universitarie fino alle code dei supermercati.

Posso dire qual’è secondo me il pezzo forte? La zucca di pallini superflat che evolve alla terza dimensione diventando borsetta e gioiello allo stesso tempo!! (potete ammirarla nella foto in alto!!)

Compiti per l’Estate: mettere da parte quanto potete e custodire anche voi una piccola opera d’arte nell’armadio!!

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Mode Still

Dai Film Still di Cindy Sherman non è passato molto tempo, e quando sfogliamo le riviste e guardiamo le fotografie pubblicitarie non possiamo non pensare a quelle immagini.

Attimi congelati nell’istanea? Niente di più falso, o sarebbe meglio dire, finto. Sembrano fotogrammi isolati dallo scorrere di un film, viene da chiedersi se vogliano raccontare una storia..no! Non sono istantanee, non sono spontanee: sono set costruiti, perfettamente illuminati, la posa è precisa, niente potrebbe essere diverso da come appare. E’ questa l’unica regola postmoderna: ricostruire una realtà artificiale per mettere sotto i riflettori le nostre identità e le nostre riflessioni.

A questo scopo niente come la fotografia si adatta così bene. La macchina fotografica è la macchina dei sogni, il medium della fantasia. Solo lei riesce a farci credere che qualunque cosa in quanto fotografata esista davvero. E la moda, più di ogni altra cosa, costruisce i nostri sogni, alimenta la nostra immaginazione… ricordiamo Cecil Beaton? Il fotografo dei sogni realizzati.

In questo filone si inserisce l’ultima cover story di Steven Meisel realizzata per Vogue Italia. Tutto sembra casuale, ma niente è lasciato al caso in queste scenografie perfette, fatte di arredamenti un po’ retrò che si accompagnano ad abiti dal sapore antico (notare le scarpe in stile Settecento  con l’enorme fibbia di dimanti!). Donne fantastiche, carismatiche e assorte, in bilico tra passato e presente, animano queste immagini sottratte a un flusso di eventi che possiamo solo ricostruire nella nostra mente.

Ecco le immagini: http://www.vogue.it/en/magazine/cover-story/2012/06/feeling-good?utm_source=twitter&utm_medium=marketing&utm_content=cover

Macarons: dolci accessori

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Il nuovo fenomeno di quest’anno sono i sempre più succulenti macarons. Sul web potremmo trovarci incastrati su mille discussioni riguardanti la paternità geografica di questi coloratissimi pasticcini: l’origine parrebbe francese (la famosissima pasticceria Ladurée), ma potrebbero essere stati inventati in Italia ed esportati in Francia da Caterina de’Medici nel Cinquecento, l’invenzione potrebbe essere nata anche in un mite convento sempre francese…

In realtà, in mezzo a tutte queste rivalità e contrasti, credo che si possa tranquillamente affermare che si tratti di una nuova tendenza nata proprio negli anni ’10 del 2000 a New York, culla occidentale di tutto ciò che possa sembrare desiderabile!

Li troviamo nei telefilm (Blaire di Gossip Girl mangia solo questi pasticcini!), nelle fotografie pubblicitarie, vengono serviti con il tè anche nei piccoli bar periferici che cercano di essere sempre al passo con i tempi… più che dolcini da mangiare sembrano accessori.

macarons funzionano come una borsetta Chanel o un ciondolo Bulgari, non ci interessa mangiarli (anche perchè, detto tra noi, non sono così buoni come sembrano!). L’unica cosa che ci attira di questi biscottini e che ci interessa è che siano colorati, perfettamente rotondi e soft come la tenerezza comanda! Perfettamente sistemati nelle loro belle scatoline quadrate rappresentano un trionfo dell’Estetica non solo sulle papille gustative, ma anche sull’etica (del gusto!).

La mattina, dopo che ci siamo preparate davanti ai nostri specchi, corriamo a comprare i nostri macarons preferiti, abbiniamoli ai nostri vestiti (la gamma di colori lascia l’imbarazzo della scelta) e andiamo al parco: addentiamone delicatamente uno e poi scattiamoci una bella foto tra gli alberi ma con la nostra scatolina!